mercoledì 7 settembre 2016

Letture: Follemente Felice di Jenny Lawson #65

Buona sera!
Ho appena terminato un libro che aspettava di essere letto da tantissimo tempo


Una sincerità spietata che se non fosse esilarante sarebbe quasi crudele. 
Un'autoironia esagerata capace di creare una gioia contagiosa.
Ecco il mondo di Jenny Lawson, che fa ridere fino alle lacrime. D'altronde cosa puoi fare se ti ritrovi affetta da depressione cronica, agorafobia, autolesionismo e artrite reumatoide? O soccombi o decidi che sarai comunque felice. Anzi, follemente felice. Se la gente ti considera un po' matta, tanto vale fare tutto quello che ti passa per la testa. Per esempio, andare in Australia travestita da koala, organizzare un rodeo notturno con i tuoi gatti, noleggiare bradipi e canguri per la gioia di tuo marito (che, nonostante tutto, ti adora), inseguire ufo e tornado, o rifugiarti sotto le coperte, perché certi giorni l'ansia è troppo forte e semplicemente non puoi fare altro. Ma in un angolo della tua mente sai che appena avrai la forza di rialzarti, tornerai a gettarti senza freni nel presente, perché qui sta la differenza tra sopravvivere e vivere.
Questa è la grande lezione di Jenny, blogger pluripremiata e autrice bestseller che ha dominato le classifiche del New York Times e, con i suoi tre milioni di lettori, è diventata un punto di riferimento assoluto negli Stati Uniti. Niente può condannarci all'infelicità, dice con umorismo surreale e dissacrante, né i disturbi mentali (di cui soffre da sempre), né i momenti no (che capitano a tutti). Sta a noi pretendere dalla vita ciò che meritiamo: un'ininterrotta sequenza di momenti indimenticabili.

Per la challenge Bookopoly ero finita nella casella Bancarella a giugno e quindi per regolamento il libro che dovevo leggere lo ha scelto chi aveva più punti in quel momento, e mi è stato assegnato questo titolo! Ho impiegato tantissimo tempo a trovarlo, perché speravo di poterlo prendere a prestito in biblioteca, ma la fortuna non è stata dalla mia parte e recentemente mi sono decisa ad acquistarlo per il kindle!
Sinceramente non ho apprezzato particolarmente questo libro, perché sono una serie di aneddoti senza un filo logico, è più un voler ironizzare sulle fobie dell'autrice. Lo dico sempre e lo ripeterò all'infinito, per leggere un determinato genere di libro bisogna anche essere nello stato d'animo adatto, ed io in questo periodo sono più propensa per i gialli, i thriller e questo non rientra proprio in questo genere ;)
Il libro è scritto bene, è scorrevole e si legge anche abbastanza velocemente, purtroppo è il contenuto che non mi ha entusiasmato

La mattina, quando mi sveglio, trovo spesso dei
messaggi sul mio telefono. Li leggo e mi viene
il sospetto di essere perseguitata da una matta.
E infatti è così. La matta sono io. I messaggi
provengono dall'interno della casa.

Mangiare una pesca è come mangiare la
testa di un neonato, perché è tutta morbida e coperta
di peluria. Non che le pesche sappiano
di neonato. Io non mangio i neonati.
E neppure le pesche, per la verità.
Perché mi sembra di mangiare dei neonati. E' un circolo vizioso.

Sicuramente è un libro adatto a persone estroverse a cui piace la "pazzia" dell'autrice, a cui possono piacere aneddoti, ma per chi come me ama la "storia" del libro non è proprio il genere giusto!

A presto!

Reading challenge LGS - Un libro scritto da un'autrice

Bookopoly - Bancarella


Nessun commento:

Posta un commento