mercoledì 5 ottobre 2016

LETTURE: Odore di chiuso di Marco Malvaldi #70

Buongiorno!
Ho appena terminato un altro libro per le challenge a cui sto partecipando, la scelta di questo libro non è stata semplice, perché partivo dal fatto che dovevo leggere un libro con un personaggio realmente esistito, poi sul gruppo facebook LGS hanno suggerito un libro di Marco Malvaldi, avendo letto nella tappa precedente un libro dello stesso autore che mi era piaciuto, ho deciso di leggere:


Un giallo di ambientazione ottocentesca: il castello, i delitti, la nobiltà decaduta, il maggiordomo e, un italiano memorabile, il grande letterato gourmet, studioso di storia naturale, Pellegrino Artusi. Sarà proprio il cuoco baffuto con il suo acume a fiutare il colpevole del gelido delitto piombato nella dimora del barone Bonaiuti.

Ho avuto modo di apprezzare l'autore anche nel precedente romanzo che avevo letto (potete trovare qui il post), per il suo modo diretto in cui descrive personaggi, per l'ironia non sempre velata, insomma mi piace molto come scrittore...
In questo romanzo l'autore narra di un fine settimana trascorso da Pelligrino Artusi nel castello del barone Bonaiuti in Maremma alla fine del 800, per l'esattezza nel giugno del 1895, ma non è un fine settimana tranquillo e sereno, tutt'altro, dato che il maggiordomo Teodoro viene trovato morto la mattina successiva all'arrivo dell'Artusi...e a questo punto partono le indagini del delegato Artistico, gli interrogatori sia dei nobili, che degli ospiti e della servitù.
Assieme a Pellegrino Artusi ospite del barone si trova un fotografo di Firenze Ciceri, che non è esattamente ciò che sembra...
Malvaldi descrive benissimo la vita alla fine dell'800...le donne che vengono considerate meno di niente, anche quelle di nobili origini come Cecilia la figlia del barone, che non è affatto stupida e assolutamente più capace dei due fratelli Gaddo e Lapo, che dal canto loro sono capaci solo a sperperare i soldi l'uno in poesie e l'altro in donne, tanto hanno avuto la fortuna di nascere di nobili origini! E la servitù che deve stare al proprio posto e rispettare il volere dei padroni...

Non siamo abituati a rendere conto a nessuno
della nostra condotta. Siamo baroni, e siamo abituati a
rendere conto come minimo a un conte.

Inoltre all'interno del libro Pellegrino Artusi oltre ad essere ospite del castello, mantiene la sua vera natura di intenditore di cucina e buona tavola, quindi non mancano le occasioni per conoscere i piatti e addirittura riesce a carpire alla cuoca la ricetta del Polpettone all'uso zingaro...
Il libro si legge velocemente proprio grazie alla capacità dell'autore di presentare anche i fatti delittuosi con ironia e addirittura si riesce anche a sorridere, infatti più che un vero a proprio giallo, sembra un'opera teatrale.
Ho apprezzato molto questo libro, e ve lo consiglio per qualche ora di svago, dato che si legge molto velocemente essendo anche piuttosto breve ;)

Challenge LGS - Un libro con un personaggio realmente esistito
Bookopoly - BANCARELLA DI LIBRI ANTICHI - un libro ambientato nell'800
Challenge GLDN - Un libro con la presenza di almeno una ricetta

A presto!

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